Mi piacerebbe ogni tanto venire a trascorrere qualche giorno a Perugia:
d'inverno perché mi piace il suo vento;
di primavera, perché il suo verde è misterioso;
d'estate per la sua aria ferma e chiara,
d'autunno per l'odore di pane caldo che hanno le sue pietre e i suoi mattoni.
Perugia è la sola città di cui sono veramente innamorato.
È la mia amante, la mia prima amante.
Tutte le volte che torno a Perugia, salgo a Porta Sole
(il sole entra in Perugia da una porta, come se entrasse in casa sua),
a Porta S. Angelo, a Monte Ripido, scendo a piedi, verso il tramonto, fino a S.Marco,
poi torno indietro, che è già sera, mi siedo sui gradini della Fontana Maggiore, o sugli scalini di S.Pietro,
o sul limitare di un uscio sotto la Maestà delle Volte davanti all'Arco Etrusco all'imbocco di via Garibaldi,
e sto lunghe ore ad ascoltare i perugini a parlare fra loro.
Quando andai in guerra, a diciassette anni, non avevo mai conosciuto una donna.
Perugia fu la mia prima donna, la mia prima amante.
Ecco perché, tutte le volte che torno a Perugia, ogni mio pensiero è di amore.
E se, lontano da lei, mi avviene di pensare alla morte,
sento che vorrei venir qui, a morire, in questa città, come fra le braccia della donna amata".